14 dicembre 2021 — Qualche appunto sulle tecnologie
Sebbene siamo tutti convinti (forse a ragione) di capire cosa sia una tecnologia e cosa no, e’ difficile trovarne una definizione che metta tutti d’accordo. Questo dipende anche dal fatto che ognuno guarda alle tecnologie dal proprio punto di vista. Per esempio:
- il ricercatore cerca di scoprire le leggi matematiche ad esse sottese,
- l’ingegnere ragiona sui possibili usi;
- il finanziatore/imprenditore ai possibili vantaggi economici/fette di mercato;
- il politico agli interessi collettivi.
Notiamo come usualmente non coincida il momento in cui ogni attore avvicina una nuova tecnologia: il ricercatore lo fa per primo, l’ingegnere per secondo e cosi’ via.
Inoltre, le tecnologie evolvono: nascono, si influenzano fra di loro, maturano, diventano obsolete e muoiono. Un processo che, come ha sintetizzato W. Brian Arthur, interagisce con l’uomo su molti livelli: le aree tecnologiche evolvono insieme con la società in un processo di reciproco adattamento.
Oggi molteplici tecnologie stanno emergendo rapidamente, promettendo di sconvolgere (per alcuni nel bene, per altri nel male) le nostre vite: intelligenza artificiale, tecnologie bio e quantistiche. Maturano in parallelo, alla velocità del 21° secolo, in un mondo iperconnesso. Tale velocità rende necessario che la iperconnessione sia non solo verticale (fra ricercatori; fra ingegneri; ecc.), ma anche orizzontale (fra ricercatori e ingegneri e investitori/imprenditori e politici).
2 dicembre 2021 — Quali sono gli strumenti migliori per incrementare la creatività?
Molteplici sforzi sono stati fatti per individuare quali siano gli strumenti migliori che un’azienda deve mettere in campo al fine di massimizzare le proprie performance innovative. Ad oggi, sembra chiaro che non esista una soluzione valida per ogni situazione, ma sicuramente esistono dei trabocchetti che possono influenzare negativamente la creatività.
In primo luogo, l’errore della critica. Il pensiero creativo è cognitivamente impegnativo. Le nuove idee nascono spesso come bozze incomplete e immature. Non e’ infrequente che la critica prenda il sopravvento rispetto all’apprezzamento di quanto di buono e’ presente: questo non significa dire “sì” alle idee imperfette, ma piuttosto studiarle con una mente aperta per riconoscere ciò che vi è di utile.
In secondo luogo, l’errore della velocità. C’è un’errata percezione che identifica l’innovazione con la velocità del processo decisionale. Invece la velocità del processo decisionale deve essere “solo” maggiore di quella della concorrenza: in tal modo si eviteranno scelte frettolose. Le migliori idee richiedono adeguati periodi di incubazione e sapere resistere alla tentazione di giungere a conclusioni rapide ed affrettate può portare a soluzioni più creative e di vasta portata.
Infine, l’errore del brainstorming. Non di rado si ritiene che il brainstorming di gruppo sia altamente efficace. Sebbene sia evidente che l’il brainstorming in team sia positivo, recenti studi hanno dimostrato che il “brainstorming singolo”, cioè fatto individualmente sia addirittura più efficace.
22 luglio 2021 — Il valore del mercato del turismo spaziale.
11 luglio: Richard Branson della Virgin Galactic, ha effettuato il suo volo suborbitale .
20 luglio: Jeff Bezos della Blue Origin, arriva ad un’orbita di una ventina di chilometri superiore, oltrepassando la linea di Karman, che a 100 chilometri di quota rappresenta il confine tra l’atmosfera terrestre e lo spazio.
E’ il momento di tornare a domandarci: quanto è grande il mercato del turismo spaziale?
A questa domanda si cerca di rispondere da molti anni, sicuramente dal 2004, quando XPRIZE ha catturato l’attenzione del mondo assegnando l’Ansari XPRIZE da 10 milioni di dollari alla Mojave Aerospace Ventures per la sua SpaceShipOne. Recenti analisi hanno fissato il valore del mercato del turismo spaziale tra $ 3 miliardi e $ 8 miliardi per il 2030. Gran parte della ricerca ruota attorno alla quota di milionari e miliardari desiderosi di “spiccare il volo”. In aggiunta, va considerato il valore potenziale delle sponsorizzazioni, ovvero quanto spenderanno le aziende per associare i loro prodotti a questo mercato nascente. Ora che Virgin Galactic e Blue Origin stanno vendendo i biglietti, potremo finalmente avere delle risposte più precise.
19 luglio 2021 — Pubblicata su DefenceNews la lista delle prime 10 ditte della Difesa nel mondo
| # | Nome | Nazione | Fatturato (milioni $) |
|---|---|---|---|
| 1 | Lockheed Martin | USA | 62.562 |
| 2 | Raytheon Technologies | USA | 42.000 |
| 3 | Boeing | USA | 32.400 |
| 4 | Northrop Grumman | USA | 31.400 |
| 5 | General Dynamics | USA | 29.800 |
| 6 | Aviation Industry Corporation of China | China | 25.469 |
| 7 | BAE Systems | UK | 23.502 |
| 8 | China North Industries Group Corporation Limited | China | 15.249 |
| 9 | L3Harris Technologies | USA | 14.936 |
| 10 | China State Shipbuilding Corporation Limited | China | 13.379 |
Fonte: https://people.defensenews.com/top-100/
18 luglio 2021 — Procedure di acquisto uguali per tutte le innovazioni militari?
Recentemente è apparsa sulla stampa specializzata la dichiarazione di Frank St. John, direttore operativo della Lockheed Martin, che in occasione di un evento della National Defense Industrial Association osservava come le dimostrazioni di nuove tecnologie durante le esercitazioni militari non durino abbastanza: le aziende che mettono in mostra nuove tecnologie dovrebbero lasciare i loro sistemi dopo la dimostrazione per un tempo più lungo di adesso (in media pari a due settimane). Si riferiva, ad esempio, al Project Convergence, in cui lo US Army vuole comprendere come nuove tecnologie, fra cui l’intelligenza artificiale, possano modificare la gestione del campo di battaglia. In tale sforzo, e’ riuscito ad accorciare la linea temporale da sensore a arma da 20 minuti a 20 secondi utilizzando algoritmi di intelligenza artificiale emergenti, reti tattiche sperimentali e sensori spaziali. Indubbiamente, esiste un problema in un momento come quello attuale di serrato confronto tecnologico con l’avversario.
Da un lato, infatti, la velocità dell’innovazione tecnologica impone di ridurre i tempi esistenti fra dimostrazione di una nuova tecnologia e suo rilascio sul campo, eventualmente con adattamenti definiti proprio sul campo.
D’altro canto, l’attuale processo di acquisizione (definizione dei requisiti, budget, gara, ecc.) comporta tempi di vari anni, comunque troppo lunghi, soprattutto nel caso di software.
Ma questo processo riduce il rischio di bias nella stesura dei requisiti e tutela la concorrenza. Tuttavia, potrebbe essere interessante valutare se distinguere le procedure di acquisto in funzione della vita media del prodotto da acquisire: potrebbe essere paradossale impiegare un tempo amministrativo superiore alla vita della tecnologia (i.e.: alla sua obsolescenza).
3 giugno 2021 — La via intermedia fra colosso e flop.
Il mito della Silicon Valley fa riferimento ad una lunga serie di aziende che tutti conosciamo e che sono partite quasi dal nulla e sono cresciute fino a diventare colossi della borsa, come Apple, Facebook e Cisco Systems. In un mondo sempre più digitale, Silicon Valley gioca un ruolo determinante e al suo interno non possono mancare gli “zeri”, cioè clamorosi flop, come la Theranos (fusione di therapy e diagnosis, terapia e diagnosi), che prometteva di rivoluzionare la sanità americana grazie ad analisi del sangue fatte con un prelievo di piccolissime quantità, utilizzate per fare analisi in tempi veloci e con costi molto contenuti, per mezzo di una tecnologia innovativa dirompente. Un falso che, quando scoperto, fece crollare il valore dell’azienda da una decina di miliardi di Euro a nulla e che resta un caso di studio molto interessante.
Ma la realta’ non e’ digitale: esiste un mondo intermedio fra i grandi successi ed i fiaschi memorabili: esiste un ampio numero di aziende tecnologiche che sicuramente non sono vincenti ma non sono nemmeno perdenti. Dropbox, Box e Cloudera, che ad un certo punto della loro storia sono state sulla cresta dell’onda, non hanno reso i loro proprietari super-ricchi ed oggi hanno un valore simile a quello avuto in occasione della loro prima quotazione in borsa. Ad una prima lettura, le loro tecnologie si sono rivelate poco rilevanti o sono state soppiantate da qualcosa di meglio.
Ma non possiamo non osservare che lo studio limitato ai due casi estremi tende a distorcere la visione del mondo dell’innovazione, spingendo a ragionare in termini esagerati, con un modello che non solo é inesatto, ma é anche fuorviante per i giovani imprenditori, che ritengono di dovere pensare solo in termini radicali ed esasperati.
31 maggio 2021 — Tecnologie: opportunità e rischi
Pochi giorni fa, un articolo del New York Times ha segnalato che Amazon ha tolto alcuni brand dalla propria offerta: si tratta di due aziende cinesi, con grandi volumi di affari nel settore elettronico (pacchi batterie esterni e caricabatterie per telefoni cellulari). Non avviene spesso che Amazon proceda nell’esclusione di aziende campioni di vendite e, nel caso specifico, non ci sono certezze sulle motivazioni, poiché non risulta presente alcun comunicato chiarificatore. Tuttavia, sembra che la causa sia da ricercare nella manipolazione delle recensioni dei clienti, una pratica (ovviamente) contraria alle regole di Amazon. Ma per gli addetti ai lavori è anche un segreto di Pulcinella che su molti siti web ci siano recensioni comprate, per avere feedback positivi.
Siamo in presenza di una tecnologia (commercio on-line) che presenta una grande opportunità (la varietà di offerta a prezzi convenienti), insieme con un importante punto di forza: possiamo raccogliere i giudizi di coloro che hanno acquistato prima di noi. Ma, come in ogni tecnologia, c’e’ anche un rischio: ci sono così tanti modi per ingannare con le recensioni online che è difficile fidarsi di loro ciecamente.
Altre tecnologie possono aiutarci (per es.: sistemi per identificare molteplici recensioni provenienti dallo stesso indirizzo, indicando chiaramente la loro “scarsa” veridicità), ma la componente umana ed individuale resta ancora fondamentale, in termini di possesso di un’adeguata capacità di analisi critica.
28 maggio 2021 — Pandemia e futuro.
La decisione del presidente Biden di avviare un’indagine, da completarsi entro 90 giorni, sulle origini e le cause del coronavirus ci appare interessante non tanto per quanto attiene al percorso di attribuzione di eventuali responsabilità, quanto piuttosto per giungere a definire un metodo migliore per affrontare pandemie simili in futuro.
Infatti, oltre a raccogliere informazioni scientifiche, la richiesta ha anche lo scopo di spingere le agenzie di intelligence e gli stessi alleati americani ad analizzare dati ed a cercarne di nuovi, per determinare al meglio cosa sia effettivamente successo. La ricerca si confronta con la miriade di notizie, ufficiali o meno, non sempre veritiere o pertinenti, ma che comunque hanno accompagnato lo sviluppo della malattia e la sua diffusione. In effetti, risulta che funzionari dell’intelligence americana abbiano affermato di avere una serie di dati ancora non esaminati che richiedono ulteriori analisi. Si tratterebbe di comunicazioni cinesi, di movimenti dei dipendenti e dei lavoratori del laboratorio di virologia di Wuhan e del percorso iniziale dell’epidemia intorno a tale città.
Lo sviluppo di nuovi algoritmi di IA (Intelligenza Artificiale) volti ad ottimizzare l’estrazione di dati rilevanti dalla miriade di dati esistenti, nonché la loro strutturazione per identificare il percorso della pandemia potrebbero rivelarsi molto utili in future crisi analoghe.
23 maggio 2021 — Horizon Europe: un nuovo approccio sulla partecipazione.
Il 12 maggio è entrato in vigore il programma di ricerca europeo Horizon Europe. Un’interessante novità si trova all’art. 22.5: “Per le azioni collegate alle risorse strategiche, agli interessi, all’autonomia o alla sicurezza dell’Unione, il programma di lavoro può prevedere che la partecipazione sia limitata ai soggetti giuridici stabiliti solo negli Stati membri o ai soggetti giuridici stabiliti in paesi associati o altri paesi terzi specificati in aggiunta agli Stati membri.… Per motivi debitamente giustificati ed eccezionali, al fine di garantire la tutela degli interessi strategici dell’Unione e dei suoi Stati membri, il programma di lavoro può anche escludere da singoli inviti a presentare proposte la partecipazione di soggetti giuridici stabiliti nell’Unione o in paesi associati direttamente o indirettamente controllati da paesi terzi non associati o da soggetti giuridici di paesi terzi non associati, o subordinare la loro partecipazione alle condizioni stabilite nel programma di lavoro.”
Non è molto diverso da quanto avviene a livello mondiale (Cina, Russia, USA, ecc., pur se con livelli di severità diversi), ma è una novità in campo europeo. Innanzitutto, perché i programmi di ricerca europei sono stati privi di tali limiti fin dalla loro nascita (1984). Inoltre, perché dimostra un’interessante convergenza fra i 27 Stati della UE, nonostante ciascuno abbia proprie visioni geostrategiche e di gestione delle relazioni internazionali.
Alcune questioni emergono immediatamente. Quale peso avranno le scelte commerciali rispetto a quelle di sicurezza? Poiché la soluzione giuridica alle controversie comporta burocrazia e tempi che a volte ne riducono l’efficacia, come sarà garantita la correttezza e l’equità delle limitazioni?
21 maggio 2021 — Ricerca e Innovazione: una nuova strategia globale della EU in un mondo che cambia
Il 18 maggio 2021, la Commissione Europea ha adottato una comunicazione sul suo approccio globale alla ricerca e all’innovazione (COM(2021) 252 final).
Per raggiungere l’eccellenza nella ricerca, é necessaria la cooperazione internazionale: le migliori menti di tutto il mondo devono potere lavorare insieme. Si tratta di una strategia importante, implementata da molti anni nei programmi di ricerca (civile) europea dell’Unione Europea (UE). Tuttavia, la cooperazione internazionale nella ricerca e nell’innovazione si sta svolgendo in un panorama globale trasformato, in cui le tensioni geopolitiche sono in aumento e i diritti umani e i valori fondamentali sono messi in discussione (libertà accademica, uguaglianza di genere, letica della ricerca, “scienza aperta”, elaborazione di politiche basate su dati concreti, ecc.).
Per questo motivo, la UE intende procedere promuovendo una cooperazione con il resto del mondo basata su libertà e multilateralismo, ma anche su reciprocità e su rispetto dei valori fondamentali. Horizon Europe, il prossimo programma quadro di ricerca e innovazione 2021-2027 dell’UE, sarà uno strumento chiave per l’attuazione di tale approccio. Ma anche altri strumenti (per es.: Neighbourhood, Development and International Cooperation Instrument – Global Europe) costituiranno un elemento importante di questo approccio
21 aprile 2021 — La Commissione Europea propone regole per l’intelligenza artificiale
Nel quadro delle molteplici iniziative avviate dalla Unione Europea negli ultimi anni sul digitale e sulla Intelligenza Artificiale (IA), il 21 aprile la Commissione Europea ha pubblicato una proposta di Regolamento che istituisce nuove regole e azioni volte a rendere l’Europa un hub globale per un’IA di cui potersi fidare e perfettamente aderente ai valori europei. La proposta, avanzata al Parlamento europeo e al Consiglio, seguira’ la procedura legislativa ordinaria.
Se approvata dai co-legislatori, essa garantirà la sicurezza dei diritti fondamentali delle persone e delle imprese, rafforzando nel contempo l’adozione dell’IA, cioe’ un’innovazione irrinunciabile nella UE: le nuove regole saranno applicate direttamente e allo stesso modo in tutti gli Stati membri, in un’ottica proiettata verso il futuro, secondo un approccio basato sul rischio.
Infatti, saranno vietati i sistemi IA che presentano rischio inaccettabile, come ad esempio sistemi o applicazioni di intelligenza artificiale che manipolano il comportamento umano per eludere il libero arbitrio degli utenti (ad es. giocattoli che utilizzano l’assistenza vocale e incoraggiano comportamenti pericolosi dei minori).